L’inquinamento Acustico E La Sua Risarcibilità
L’inquinamento acustico è un fenomeno che, in quest’ultimo ventennio, ha assunto proporzioni sempre maggiori a causa dello sviluppo tecnologico che ha vissuto e vive tuttora la nostra società.
Possiamo sicuramente affermare che oggi siamo circondati in tutto e per tutto dal RUMORE.
Si pensi, ad esempio, alle strade, alle ferrovie, agli aeroporti, ai negozi, alle discoteche, a certe tipologie di attività lavorativa: tutti fattori, questi, che hanno determinato la diffusione di patologie quali la sordità e la ipocausia.
Il RUMORE, portato all’eccesso, viene considerato una “immissione nociva” per l’uomo, poiché determina un danno al suo fondamentale DIRITTO ALLA SALUTE, costituzionalmente garantito, quando supera la soglia della “normale tollerabilità”.
L’inquinamento acustico, determinato dal RUMORE, è definito dalla L. 447/95 come quel rumore che, introdotto nell’ambiente abitativo o esterno, provoca fastidio o disturbo al riposo ed alle attività dell’uomo, crea pericolo per la sua salute, danneggia gli ecosistemi ambientali, i beni materiali ed i monumenti.
Il RUMORE, quando supera il livello dalla “normale tollerabilità” e, quindi, diventa lesivo per l’uomo e/o l’ambiente esterno, può dare luogo all’obbligo di risarcimento del danno: un risarcimento del danno che ha natura di danno non patrimoniale ex art. 2059 Cod. Civ.
Il danno non patrimoniale che scaturisce dall’inquinamento acustico può assumere varie forme:
- DANNO MORALE: questo tipo di lesione riguarda il turbamento che subisce il soggetto nel proprio stato d’animo a causa del rumore: si pensi ad una persona che non riesce a svolgere il proprio lavoro o le attività quotidiane perché disturbato e impedito da una fonte rumorosa. E’ tipico l’esempio di uno scrittore disturbato nella propria attività dai rumori determinati da un cantiere di fronte al proprio studio;
- DANNO BIOLOGICO: è quel danno che si verifica quando il rumore danneggia l’interesse, costituzionalmente garantito, dell’integrità psico-fisica di un individuo: si pensi, in questo secondo caso, ad un soggetto che non può riposare la notte e che, quindi, è disturbato nel riposo notturno - essenziale per la sua salute - a causa di una fonte rumorosa sprigionata, ad esempio, da una discoteca posta a fianco alla propria abitazione;
- DANNO ESISTENZIALE: è la lesione che si ripercuote sulla “sfera esistenziale” di un soggetto. Per “sfera esistenziale” si intende un rapporto affettivo, le relazioni familiari e sociali, il lavoro, le attività culturali e sportive: ad esempio, è noto che il rumore, impedendo il riposo notturno, determini un affievolimento della lucidità, della attenzione e delle capacità intellettive di un soggetto, influendo negativamente sul suo lavoro.
Oltre al danno non patrimoniale, l’inquinamento acustico può essere causa di risarcimento del danno patrimoniale quando comporta una lesione alla sfera economica di un individuo, il quale è costretto, ad esempio, ad affrontare costose cure (medicine, visite specialistiche, etc. etc. ) per curare lo stress e i disturbi fisici e/o psichici cagionati dal RUMORE.
Quanto detto in questo articolo evidenzia come il nostro Ordinamento Giuridico offra una ampia tutela alle persone ed all’ambiente circostante (interno ed esterno alle stesse) che possano essere danneggiati da fonti rumorose intollerabili, stabilendo una tutela risarcitoria patrimoniale e non patrimoniale: ciò, anche alla luce del fatto che il RUMORE ed i suoi effetti costituiscono un problema molto avvertito nella società moderna.
Tratto da un'articolo del 21-09-2005 |