Influenza, Malattia Di Stagione.
L’influenza è una malattia infettiva virale, altamente contagiosa, ad andamento epidemico, con elevato tasso di morbilità e mortalità (nelle fasce di età avanzate).
AGENTE PATOGENO E CONTAGIOSITÀ
E' causata da un virus del gruppo orthomixovirus, di cui si conoscono tre tipi: A, B, C, di diversa importanza epidemiologica.
Il virus A è responsabile delle manifestazioni epidemiche, in associazione anche con il virus B, mentre il virus C provoca solo epidemie occasionali e circoscritte. E’ importante notare che il virus A presenta antigeni di superficie, che peraltro sono soggetti a variazioni: le variazioni maggiori comportano un radicale cambiamento antigenico, che potrebbe diffondere una pandemia se presenta una variante verso cui la popolazione non è immune; le variazioni minori si verificano nel periodo compreso tra una epidemia e l'altra.
Il virus influenzale si diffonde per contatto interumano diretto o tramite goccioline infette o oggetti contaminati da secrezioni naso-faringee. L'incubazione è di 1-3 giorni e la massima infettività avviene nelle 24 ore prima della sintomatologia; il virus permane nelle secrezioni nasali per circa 7 giorni. Nel nostro clima, temperato, l'epidemia si verifica nel periodo invernale per una durata di 1-2 mesi.
SINTOMATOLOGIA
Consiste in febbre elevata, senso di prostrazione, possibile tracheo-bronchite con dolore retrosternale; talvolta si associa a nausea, vomito, diarrea. Tale sintomatologia acuta dura 3-6 giorni circa, ma lascia una prolungata astenia per 1-2 settimane. Possibili complicazioni sono quelle broncopolmonari dovute a sovrainfezioni batteriche oppure direttamente al virus.
PREVENZIONE E VACCINAZIONE
L'unica attuale possibilità di prevenzione è data dalla vaccinazione, poiché altre misure di prevenzione, come l'isolamento del malato, sono inefficaci, data l'alta contagiosità del virus già nella fase di incubazione. La profilassi si identifica quindi con la vaccinazione antinfluenzale. Il primo problema da affrontare nella preparazione del vaccino è dato dalla scelta dei ceppi virali; in pratica si è ricorso all'uso di ricombinanti, che possiedono gli antigeni di superficie dei nuovi ceppi e crescono rapidamente in uovo embrionato. Alcuni vaccini sono fluidi, altri sono adsorbiti o precipitati in sali di alluminio. Attualmente sono disponibili vaccini a "sub-unità", formati quasi esclusivamente dai due antigeni più importanti (HA e NA) che determinano una difesa dell'80%.
La vaccinazione antinfluenzale di massa non viene ritenuta necessaria se non in presenza di pandemia. L'orientamento generale è quello di somministrare il vaccino a: portatori di cardiopatie, broncopneumopatie e nefropatie croniche, diabetici, donne gravide, lungodegenti, soggetti di età superiore a 65 anni, personale addetto ai servizi pubblici. Il vaccino va somministrato ogni anno all'inizio della stagione epidemica, ossia tra la metà di ottobre e fine di dicembre, poiché la massima incidenza della malattia si raggiunge tra gennaio e febbraio. In occasione della prima vaccinazione si praticano 2 somministrazioni a due mesi di intervallo, una sola dose nelle vaccinazioni successive. Gli attuali vaccini con antigeni di superficie purificati molto difficilmente inducono reazioni locali (indurimenti, dolorabilità) o generali (febbre, cefalee, mialgia).
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IL MEDICO RISPONDE
D In che cosa consiste l'immunizzazione e come si ottiene?
R Occorre distinguere l'immunizzazione passiva da quella attiva: quella passiva consiste essenzialmente nella somministrazione di anticorpi già preformati (immunoprofilassi) ed assicura una protezione temporanea per circa 1 mese. L'immunizzazione attiva invece si ottiene con la somministrazione di antigeni specifici; ossia di virus inattivati e trattati, che inducono nell'organismo una produzione di anticorpi specifici e la generazione di una lunga memoria immunologica (vaccinazione).
(Tratto da “ANMIC Pescara Informa”, numero II Dicembre 2002)
Tratto da un'articolo del 15-02-2003 |