Cassazione: Indennità Di Accompagnamento
In una recente sentenza, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, intervenendo in materia di indennità di accompagnamento, ha stabilito che la presenza di gravi patologie, tali non solo da rendere l’individuo inabile al 100%, ma da fare ragionevolmente prevedere che la morte sopraggiunga proprio in dipendenza delle stesse, non esclude il diritto alla indennità di accompagnamento qualora l’evento letale sia certus an ma incertus quando, non apparendo razionale e rispondente alle finalità della legge negare la necessità di un’assistenza continua per il fatto che, entro un periodo di tempo imprecisato, sopraggiungerà la morte a causa delle patologie invalidanti.
Secondo la Cassazione, dunque, l’indennità di accompagnamento può essere negata solo quando sia possibile formulare un giudizio prognostico di rapida sopravvenienza della morte, in ambito temporale ben ristretto, tanto che la continua assistenza risulti finalizzata non già a consentire il compimento degli atti quotidiani (tra i quali l’alimentazione, la pulizia personale e la vestizione), ma a fronteggiare una emergenza terapeutica.
(Cassazione - Sezione Lavoro, Sentenza 10 maggio 2003, n. 7179).
Tratto da un'articolo del 05-07-2003 |