Disabilita’ Mentale
Lo scrittore Mario Tobino, nella sua opera “Le libere donne di Magliano”, chiede provocatoriamente, se si vuole continuare a tenere i “pazzi” in un oscuro antro quasi abbandonato.
La legge n. 180/1978 ha rimosso quelle “barriere”, cioè i “manicomi”, che sempre più spesso costringevano i malati mentali in condizioni disumane.
Ma tale legge non è riuscita, al contempo, a trovare attuazione nella parte, forse, maggiormente rilevante, ossia quella del sostegno alle famiglie dei disabili mentali, in quanto non sono state adottate quelle misure, quali i centri di igiene mentale, necessarie a garantire un effettivo ausilio alle famiglie.
Si tende, quindi, a risolvere a livello locale, quelle problematiche che la legge statale non ha sciolto.
Così, ad esempio, è stata elaborata la Legge Regionale del Molise n. 30 del 06. 11. 2002, intitolata “Tutela della salute mentale”, con la quale si fissano alcuni principi generali, ma anche alcuni comportamenti pratici da tenere.
E’, inoltre, previsto l’intervento della Regione e degli altri enti locali in materia di attivazione di programmi formativi e tirocini, nonché la promozione ed il potenziamento di cooperative sociali di tipo B, allo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate da handicap psichico, anche attraverso l’utilizzazione di fondi comunitari.
Inoltre, tra le attività delle UTMS, ossia le Unità Territoriali di salute mentale, sono comprese anche iniziative ai fini informativi e/o terapeutici con nuclei familiari, associazioni di volontariato e spontanee di cittadini e con i membri di istituzioni sanitarie e assistenziali.
E’ auspicabile, quindi, un intervento di tutte le Regioni, Abruzzo compreso, sulla questione dell’inabilità mentale, a tutela di coloro che ne sono affetti, nonchè delle famiglie e della società.
Tratto da un'articolo del 03-08-2004 |