La Forza Della Natura !
Potrebbe sembrare strano, eppure molti animali, quali cani, gatti, cavalli, conigli, criceti, delfini, tartarughe, hanno un naturale potenziale terapeutico, grazie al quale, pur privi della capacità di linguaggio, riescono ad interagire con l’uomo e ad aiutarlo a superare il disagio fisico, psichico e sociale.
Fin dagli anni ’60, un tal Boris Levinson, psicologo infantile, scoprì che un bambino, suo paziente, traeva notevoli ed impensabili benefici dalla presenza, nel suo Studio medico, di un piccolo coker.
Da allora, varie ricerche e molti studi sono stati condotti, poi sfociati nella c. d. pet therapy, consistente in una terapia che viene condotta attraverso l’animale (in inglese pet sta, appunto, per “animale domestico” o “da compagnia”).
Occorre distinguere la vera e propria “terapia” assistita dall’animale, detta “Taa”, dalle “attività” assistite dall’animale, dette “Aaa”.
Infatti, mentre la terapia assistita consiste in un intervento terapeutico diretto da un professionista con obiettivi specifici e predefiniti, in cui un animale avente determinati requisiti e caratteristiche, è parte integrante del trattamento, le attività assistite sono interventi che vengono condotti da professionisti e/o volontari opportunamente formati, di tipo educativo e ricreativo, che prevedono la presenza di animali ed hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.
Varie sono le patologie che vengono curate attraverso la pet therapy, tra cui quelle dell’infanzia e dell’adolescenza, i disturbi della personalità e dell’adattamento, le disabilità fisiche e i disturbi psichici e molti i centri che, ormai, si avvalgono dell’ausilio di tale terapia, tra cui, in particolare, gli ospedali, le comunità terapeutiche, i centri di ricerca e le cliniche di riabilitazione.
Attraverso la terapia di cui parliamo, si è accertato ed è già stato sperimentato, che è possibile ottenere benefici di natura fisica, con il miglioramento delle capacità motorie, dell’equilibrio e del tono muscolare ma, altresì, di natura psichica, tra cui la riduzione dell’ansia, l’aumento delle capacità relazionali, lo sviluppo di capacità cognitive, etc. .
Ad oggi, esistono diverse realtà che hanno sperimentato con successo la pet therapy.
Basti pensare che in Lazio è sorta già dal 1998 l’ANUSS, ossia l’Associazione Nazionale Utilizzo del Cane per Scopi Sociali, preposta ad allevare e preparare i cuccioli per disabili fisici.
E a Milano, è stato istituito un centro di riabilitazione equestre dentro l’Ospedale Niguarda.
Addirittura, nel 1998 anche la comunità di S. Patrignano ha iniziato ad operare e collaborare con associazioni quali l’Anfass (Ass. Naz. Famiglie Fanciulli Adulti Subnormali) e l’Aiuca (Ass. Naz. Italiana uso cani d’Assistenza), a vantaggio e beneficio di persone con vari problemi psico-fisici.
D’altronde, già in passato l’uomo si è avveduto delle capacità di alcuni animali, quali i cani, di cui si è avvalso come guida per i ciechi, ma tale impiego è divenuto nel tempo, sempre più ampio, tanto che oggi i cani vengono utilizzati, altresì, per aiutare le persone sorde, alle quali segnalano suoni abituali, come il campanello della porta, il pianto di un bambino, un allarme.
Non mancano, neppure i cosiddetti “cani sociali”, ossia quelli che offrono supporto psicologico, oppure i “cani di servizio” che, oltre al sostegno emotivo, aiutano a compiere alcune operazioni manuali come accendere la luce, raccogliere gli oggetti, etc. .
Nella pet therapy, ovviamente, è determinante il contatto fisico con l’animale.
Infatti, è stato scientificamente sperimentato che la vicinanza all’animale induce dei mutamenti positivi nella sfera neuro ormonale dei pazienti.
L’applicazione sempre più diffusa di questa terapia, non ha lasciato indifferenti le Autorità, tanto che lo stesso Ministro della Salute Sirchia, ha emanato un decreto in data 28. 02. 2003 (pubblicato sulla G. U. n. 52 del marzo 2003) che riconosce valore e validità scientifica e terapeutica alla pet therapy e rimette alle Regioni l’adozione di iniziative volte ad agevolarne la diffusione.
E, allora, forse è il caso di dire che “un animale toglie il medico di torno . . . !!”
E tutto ciò non può che andare a vantaggio di tutti.
Tratto da un'articolo del 02-11-2004 |