L’apertura di credito in conto corrente
La Banca svolge, nel sistema economico del nostro Paese, una importantissima funzione di circolazione della ricchezza, in quanto essa si pone a metà strada tra chi richiede del denaro e chi offre e/o presta denaro. La Banca, insomma, nell’esercizio delle sue attività, da un lato raccoglie i risparmi dei soggetti, attraverso dei depositi (funzione passiva), dall’altro finanzia quei soggetti che necessitano di denaro, attraverso dei prestiti/finanziamenti (funzione attiva).
L’apertura di credito in conto corrente si configura come lo strumento più utilizzato dalla Banca per procedere alla sua funzione di finanziamento. L’apertura di credito in conto corrente è un contratto bancario attivo di prestito, che si inserisce nel complesso intreccio di rapporti di credito-debito esistenti in un Istituto di Credito, col quale la Banca si impegna a tenere a disposizione del Cliente una determinata somma di denaro per un determinato periodo di tempo o a tempo indeterminato.
Il Cliente può utilizzare liberamente la somma di denaro messagli a disposizione, attraverso un unico prelevamento o più prelevamenti: l’importante è che, alle scadenze pattuite, egli restituisca sempre la somma prelevata - ripristinando la disponibilità della somma messagli a disposizione dalla banca - opportunamente accessoriata degli interessi contrattualmente prestabiliti.
L’utilizzo di tutta la somma contenuta nel contratto e la sua seguente restituzione, con i relativi interessi, non comporta l’estinzione del contratto per esaurimento della sua funzione di prestito: il Cliente, difatti, può nuovamente riutilizzare quella somma messagli a disposizione, senza la necessità di stipulare una nuova apertura di credito in conto corrente.
Questo particolare contratto bancario si scioglie: 1. per morte del Cliente (sia esso a tempo determinato o indeterminato); 2. per recesso della Banca in presenza di giusta causa (qualora il contratto sia a tempo indeterminato, si richiede un preavviso di 15 giorni).
|