Malati oncologici, sì ai rimborsi delle spese.
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Anmic Pescara

Articolo pubblicato il 29-11-2019

Malati oncologici, sì ai rimborsi delle spese.

Ammonta a 100mila euro, ma può essere aumentato fino a 300mila, il budget previsto dalla legge approvata martedì dal consiglio regionale, con la quale i malati oncologici, coloro che hanno subito un trapianto (o sono in lista d’attesa), potranno avere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere il luogo di cura. Primo firmatario della proposta di legge, approvata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti, il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Domenico Pettinari.

L’OBIETTIVO. La Regione, attraverso la legge, intende garantire un sostegno economico per le famiglie residenti in Abruzzo che assistono un congiunto affetto da gravi patologie, come possono essere le malattie oncologiche, oppure quelle che richiedono un trapianto d’organo.

AIUTI INDISPENSABILI. Si tratta, spiega Pettinari, di aiuti economici indispensabili a garantire il diritto alla salute di quelle persone costrette periodicamente a recarsi in centri specializzati, autorizzati, per sottoporsi a delicati trattamenti curativi. In assenza di questi rimborsi molti pazienti si troverebbero costretti a dover rinunciare alle cure».

I CONTRIBUTI. La legge prevede il rimborso delle spese sostenute per raggiungere il luogo di cura, di vitto e alloggio, anche per un accompagnatore, la cui presenza deve essere però certificata come necessaria. Il rimborso è integrale se il trasporto è effettuato con mezzi pubblici o ambulanze; al 50% se effettuato con mezzi privati (auto propria, di parenti o di terzi). Stesse modalità anche per l’eventuale accompagnatore. Le spese di mantenimento nel luogo di cura vengono rimborsate all’80%. Tutte le spese, naturalmente, per poter essere rimborsate, devono essere adeguatamente documentate.

LA PRECEDENZA. Hanno priorità le domande presentate da malati che non hanno reddito, che hanno perso il posto di lavoro, o che hanno terminato il periodo di malattia retribuito e sono in aspettativa senza percepire più alcuna retribuzione. Le richieste devono essere attinenti al rimborso di spese sostenute per raggiungere strutture accreditate sul territorio abruzzese, ma è prevista una deroga. Qualora necessario per particolare complessità dell’intervento sanitario, oppure se le liste di attesa sono troppo lunghe, infatti, è possibile rivolgersi a strutture di altre regioni, sempre accreditate. Tutte condizioni, queste, che devono essere certificate da specialisti delle strutture pubbliche regionali. Nell’elenco degli ammessi al contributo sarà favorito chi ha un reddito Isee più basso .

REGOLAMENTO. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge la Regione dovrà approvare un regolamento che stabilisce, nel dettaglio criteri e modalità per l’attuazione pratica della legge.

L’AUSPICIO. «Mi auguro che in sede di approvazione di bilancio», ha detto Pettinari, «venga finanziato l’anno 2020 con almeno 300 mila euro, e che presto la giunta predisponga il regolamento attuativo». (a.bag.)



fonte: Il Centro

28.11.2019

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