Bollette più leggere con il bonus sociale.
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Anmic Pescara

Articolo pubblicato il 03-09-2019

Bollette più leggere con il bonus sociale.

Risparmiare sulle bollette si può: a parte il solito, e fin troppo scontato consiglio di non lasciare rubinetti aperti, luci e apparati elettrici inutilmente accesi, e dotarsi di elettrodomestici di classe energetica adeguata, chi è in difficoltà economiche può richiedere il bonus sociale.

IL BONUS SOCIALE. Si tratta di uno sconto sulla bolletta di acqua, luce e gas, pensato per le famiglie in condizione di disagio economico e sociale, e per le famiglie numerose. Per richiederlo bisogna possedere un indicatore Isee non superiore a 8.107 euro (che diventano 20mila per le famiglie con 4 figli a carico), oppure essere beneficiari del reddito di cittadinanza . Arera aveva chiesto (prima che intervenisse la crisi di governo), di applicare automaticamente il bonus sociale di sconto sulle bollette di luce, gas e acqua, approvando una norma che consentisse lo scambio dei dati tra le amministrazioni, azzerando per le famiglie tutti i passaggi burocratici. In attesa che la situazione politica evolva, la domanda va presentata al Comune di residenza o un altro ente designato dal Comune (Caf) utilizzando i moduli predisposti.

BASTA RUBINETTI A SECCO. Dal prossimo 1° gennaio, inoltre, sarà più difficile staccare dalla rete idrica le utenze degli utenti morosi. E non solo: per quanto riguarda luce e gas dal primo luglio è possibile conoscere nel dettaglio i propri consumi registrandosi sul portale Consumi (www.consumienergia.it) di Arera. Due novità importanti, che seguono alle disposizioni già entrate in vigore all’inizio dell’anno, in base alle quali gli enti gestori non possono più inviare maxi-conguagli per periodi superiori a due anni. Andiamo per ordine.

ACQUA. La novità principale, che scatterà a partire dal primo gennaio 2020, consiste nelle nuove regole che i gestori del servizio dovranno applicare nei confronti degli utenti morosi per quanto riguarda il distacco della fornitura. L’Arera prevede tre tipologie di utenti, con regole diverse per ognuna di loro, nel tentativo di conciliare il diritto del gestore a tutelare il proprio credito, e quello del consumatore, al quale devono essere fornite informazioni adeguate .

UTENZE VULNERABILI. È la prima tipologia individuata da Arera, e si tratta delle utenze intestate a famiglie che si trovano in difficoltà economiche e sociali (che devono essere documentate), oppure quelle di strutture pubbliche come scuole, ospedali e case di cura. In questo caso le utenze non potranno essere disattivate in caso di morosità. Mai più, dunque, rubinetti a secco.

DOMESTICHE RESIDENTI. Qui la questione si complica. Intanto cominciamo col dire che, per esclusione, si parla delle utenze non vulnerabili. Anche in questo caso, tuttavia, è prevista una soglia di “salvaguardia”, ed è rappresentata dal consumo “minimo vitale” stabilito in 50 litri al giorno per ogni componente del nucleo familiare. La fornitura potrà essere sospesa «soltanto dopo il mancato pagamento di fatture per importi superiori al corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato», si legge nella delibera di Arera, « o, quando tecnicamente fattibile, solo successivamente alla limitazione del flusso dell'acqua assicurando soltanto il quantitativo minimo vitale». La disattivazione della fornitura potrà essere effettuata solo nel caso in cui dopo la limitazione venga manomesso il contatore. Oppure quando l’utente continua a non pagare nonostante gli sia stata offerta la possibilità di rateizzare il debito in 12 mesi.

IL CONDOMINIO. Nuove regole anche i condomini. Per i “palazzi” nei quali le utenze sono intestate ai singoli utilizzatori, valgono le due regole precedenti. Diverso il discorso per i condomini nei quale l’utenza è comune, e nei quali è l’amministratore a ripartire i consumi. Il gestore, in questo caso, «non potrà limitare, sospendere, disattivare la fornitura idrica se, entro la scadenza dei termini previsti nella comunicazione di messa in mora, sia stata pagata almeno metà dell'importo dovuto in un'unica soluzione». Potrà invece procedere con il distacco se non sarà stato pagato il saldo entro i sei mesi successivi. Il gestore, tuttavia, prima di decidere di staccare l’acqua a tutto il palazzo dovrà però prestare molta attenzione a un particolare. Se l’ente d’ambito che gestisce il ciclo idrico dovesse ravvisare che è tecnicamente possibile limitare, o sospendere la fornitura solo dell’inquilino moroso, il gestore rischia sanzioni nel caso la “punizione” venga estesa a tutti i condomini, anche a quelli in regola. In questo caso il gestore rischia anche di essere chiamato a rispondere in sede civile e penale.

PORTALE CONSUMI. Dallo scorso primo luglio è disponibile sul sito di Arera il “Portale consumi”, attraverso il quale i cittadini possono monitorare quanto gas e quanta elettricità hanno impiegato nel corso degli ultimi 12 mesi. Per registrarsi occorre essere in possesso delle credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale). Per informazioni sul Portale Consumi è possibile contattare lo sportello per il consumatore al numero verde gratuito 800 166 654.





Fonte: Il Centro



02 Settembre 2019





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