Comune di Pescara: tasse, via alle domande per pagare a rate.
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Anmic Pescara

Articolo pubblicato il 23-01-2019

Comune di Pescara: tasse, via alle domande per pagare a rate.

PESCARA. Ora i contribuenti, che hanno un debito con il Comune perché non sono riusciti a pagare in passato le imposte locali, possono finalmente mettersi in regola versando l’importo dovuto a rate. Il provvedimento che contiene questa agevolazione riservata a famiglie e imprese in difficoltà economiche, approvato a dicembre dal consiglio comunale, è entrato in vigore. E oggi l’ufficio Entrate tributarie del Comune metterà a disposizione i moduli per presentare le richieste. Lo ha confermato la dirigente responsabile Maria Gabriella Pollio.

Già nelle settimane scorse numerosi contribuenti si sono presentati agli uffici per chiedere informazioni su come accedere alla rateizzazione, ma l’ente ha dovuto attendere che venisse pubblicata sull’Albo pretorio del Comune l’apposita delibera approvata in consiglio per avviare le procedure. Pubblicazione avvenuta ieri. E oggi, quindi, si parte.

LE DOMANDE. I modelli per presentare le richieste si potranno scaricare dal sito Internet del Comune (www.comune.pescara.it). Dovrebbero essere disponibili già da oggi. Gli stampati predisposti dagli uffici dovranno essere compilati e indirizzati al settore Entrate tributarie. Si potranno consegnare direttamente agli sportelli, o potranno essere inviati per posta ordinaria, oppure tramite posta elettronica certificata, allegando fotocopia del documento d’identità. Gli indirizzi di posta non sono stati ancora resi noti, è probabile che verranno indicati sul modello di domanda scaricabile dal sito del Comune.

QUALI TASSE PAGARE. Si potranno versare a rate tutti i tipi di tasse comunali già scadute, come Imu, Tasi, Tari, Cosap, imposta sulla pubblicità e sulle affissioni, ossia tutti i tributi non affidati in concessione a società esterne. Ma bisogna tenere presente che il beneficio della rateazione può essere concesso esclusivamente per il pagamento di atti notificati dal Comune per il recupero in via volontaria o coattiva dei tributi non pagati. In questo modo, le rate verranno concesse a chi ha ricevuto avvisi di accertamento per omessa o infedele denuncia e/o omesso versamento; e chi è stato destinatario di ingiunzioni di pagamento. Non saranno ammessi all’agevolazione, invece, i contribuenti che abbiano ricevuto dei semplici solleciti di pagamento.

I LIMITI DI REDDITO. Le dilazioni verranno autorizzate solo per i contribuenti, persone fisiche o società, in grado di dimostrare di essere in gravi difficoltà economiche e /o finanziarie. Per le persone fisiche sono stati stabiliti dei limiti: non devono avere un reddito annuo Isee (Situazione economica equivalente) superiore a 24.000 euro e non devono avere depositi, conti corrente e/o conti titoli con saldo medio superiore a 15.000 euro. Inoltre, potranno avere accesso alla rateizzazione solo i contribuenti che abbiano un debito con il Comune, per il mancato pagamento delle imposte locali, superiore a 300 euro. Sono condizioni necessarie anche la titolarità di un conto corrente bancario o postale e l’autorizzazione all’addebito in conto delle rate e dei relativi oneri, cioè gli importi delle commissioni.

Alle persone giuridiche, ossia società, cooperative, fondazioni, associazioni ed enti ecclesiastici, la rateizzazione potrà essere concessa solo in caso di difficoltà economiche e/o finanziarie da valutarsi sulla base dei bilanci, libri, registri e scritture contabili e qualsiasi altro atto che comprovi lo stato di crisi.

NIENTE GARANZIE. Grazie al provvedimento approvato a dicembre dal consiglio comunale che modifica l’articolo 40 del Regolamento comunale sulle entrate tributarie, è stato cancellato l’obbligo per i contribuenti ammessi alla dilazione di presentare una polizza fideiussoria a garanzia del debito. Polizza richiesta solo alle persone giuridiche per importi da versare superiori a 30.000 euro.

Per quanto riguarda il pagamento a rate sono state stabilite ulteriori regole. Chi dovesse aver ricevuto un avviso di accertamento, potrà rateizzare esclusivamente l’importo a sanzione piena, ove prevista. La dilazione, comunque, verrà calcolata sull’importo totale dell’atto, comprensivo di oneri e spese, secondo un piano di ammortamento a rate costanti. La scadenza della prima rata verrà fissata al giorno 5 del mese. Sarà possibile richiedere la rateizzazione di più atti. La durata del piano rateale andrà dai dodici mesi, per importi fino a 1.200 euro, ai settantadue mesi per quelli superiori a 30.000 euro. L’importo di ogni rata non potrà essere inferiore a 100 euro. Si perderà l’agevolazione in caso di mancato pagamento della prima rata, di due rate nell’arco di un anno e del 20 per cento del numero di rate concesse, fino ad un massimo di dieci, per un periodo superiore a un anno.



Fonte: Il Centro

22 Gennaio 2019

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